Riforma del Condominio: da oggi sarà più dura per i "morosi"

E' entrata in vigore oggi, 18 giugno 2013, la riforma del condominio, una revisione delle regole che interessa circa 30 milioni di italiani e alcune migliaia di amministratori condominiali sparsi per tutto lo stivale.

Una riforma che, aldilà di alcune eclatanti novità, cambia la vita innanzitutto agli amministratori: «In realtà molti di noi si sono già mossi per tempo - spiega Andrea Leta, presidente di Aiac, associazione di amministratori di condominio- ma bisogna ammettere che per l'amministratore ci sono parecchi lavori in più. Deve ora, per esempio, tenere 4 registri diversi che prima non erano obbligatori e ora si. Ora, inoltre, abbiamo l'obbligo di tenerci informati sulle norme. A livello di condòmini, invece, nella maggior parte dei casi ha solo normato degli argomenti che già si stavano mettendo in pratica, come il conto corrente e il codice fiscali unici per ogni condominio».

In realtà non è proprio così: unanovità in particolare sta arrivando in questi giorni in molte caselle dellla posta: «Si tratta del registro dell'anagrafica condominiale: ora l'amministratore diventa responsabile di chi è nello stabile, per questo deve essere istituito questo registro - Continua Leta - Da gennaio abbiamo già cominciato a mandare lettere, e siamo tenuti a aggiornare il registro al più presto: se non riceve risposte, l'amministratore si attiva per recuperare i dati e ha il diritto di addebitare le ricerche al condòmino che è rimasto inerte».

Un altra novità della riforma è la possibilità per l'amministratore ad attivarsi per sanzionare i condomini inadempienti «Anche se la norma non è ancora chiara: soprattutto sulle decisioni dell'assemblea sull'applicabilità delle sanzioni». Un'altra questione è quella dei condòmini morosi: «Chi non paga avrà una vita più difficile: non sarà più necessaria una votazione assembleare per procedere al recupero coatto dei soldi, a meno che l'assemblea non decida di lasciare perdere. Inoltre, se i fornitori del condominio non ricevono i soldi pattuiti, l'amministratore potrà cedere il credito ai fornitori, che potranno così richiedere direttamente ai condòmini che a loro volta non pagano, il prezzo non ancora pagato». D'altra parte, d'ora in poi: «L'amministratore dovrà avere il 100 per cento della somma necessaria sul conto corrente, per poter far partire un appalto di lavori». Una regola che correrà il rischio, in una situazione di crisi come l'attuale, di frenare molti dei lavori di manutenzione e ristrutturazione nelle case.

Altri, più piccoli particolari, faranno ancora la differenza: come l'obbligo di esporre nei condomini la targa con il nome dell'amministratore, in modo che si sappia sempre a chi fare riferimento. E la possibilità di creare un sito condominale, che possa radunare le informazioni di servizio utili.